
Il primo disco degli Skelters in cui la band canta anche in italiano
Per comprendere cosa si possiede davvero, magari, è necessario guardarlo da lontano. L'EP degli Skelters, non a caso, sembra l'ennesima conferma di questa osservazione. La band, insieme dal 2007, all'indomani, o quasi, del primo concerto era già pronta per un live Oltremanica. Ingaggiati dalla londinese Bugbear Promotions finiscono immediatamente ad esibirsi al Dublin Castle, tra le strade di Camden Town. Una carriera che inizia così: con un'infatuazione per il brit-rock e i sogni che diventano prima palco e poi piccole realtà. Gli ci sono voluti solo un singolo, edito per la label The White Records di Manchester, un album, LUX MUNDI (masterizzato agli storici Studios della Sterling Sound di New York), ottanta date in Italia e un paio di tour in U.K,, per (ri)scoprire la propria nazionalità e dilettarsi con la lingua italiana. La vera novità di questo EP, in uscita il 20 gennaio, è proprio l'alternare la madrelingua all'inglese, lasciando comunque inalterato il sound pub-rock che ha portato il quartetto alla ribalta negli ultimi quattro anni.
Hanno rodato i pezzi di fronte a più di 20.000 spettatori, lo scorso settembre, aprendo una tappa, in piazza, per i Subsonica. Lì pare sia arrivata la certezza che il gruppo non stava facendo un passo falso, anzi.
Si tratta di canzoni nella più piena tradizione rock, con influenze che vanno dai Beatles agli Editors, passando per oltre quarant'anni di musica. L'amore è celebrato tra chitarre distorte e melodie che diventano terra di confine tra gli estremi della Manica. Derive tradotte in armonia, ma anche in urgenza, come si sente chiaramente dal primo singolo, Burattini, che si scaglia contro il paese per vecchi, abitato da dirigenti figli di dirigenti e politici investiti per suffragio ereditario, perché sempre di Lord e favoritismi si tratta. Ogni mondo è paese, d'altronde, e in ogni paese è il cuore a dettare le parole ad un brano semplice come I really love you, un motivetto senza tempo che si muove al cardioritmo dei sentimenti più spontanei, viscerali e comuni da che mondo è mondo. Ah, Il mondo, quello che non si è mai fermato e che ha incoronato tra gli immortali anche Jimmy Fontana, ripreso dagli Skelters in una cover infarcita di micro-korg e altri piccoli inserti wave. Tutto questo passando per The First, intonata con il tono profondo di chi ha il dono della sensualità e la carica del rock'n'roll. Componenti che si incrociano soprattutto nella asprezza carnale di Dimmi. Cinque canzoni che, insomma, riportano gli Skelters a casa, ma con un piede solo. Tracce di un percorso che è quello della pop(ular) music.
Ecco il videoclip del primo singolo, Burattini: