Poeta maledetto (ma autoironico), compositore, pittore, avvocato: Paolo Conte sembra avere ricevuto dagli dei, o forse più probabilmente da numi tutelari radicati nella sua terra -il Piemonte-, il dono di una scintilla creativa molto particolare. Non è data ai comuni mortali, infatti, la capacità di saper narrare storie -surreali e al tempo stesso molto dirette- su un tessuto di suoni e armonie che spazia dal jazz alla musica tradizionale italiana (senza contare le incursioni in quelle di paesi distanti e esotici come il Brasile e l'Argentina). Ma anche, non è data a tutti l'ispirazione per scrivere brani il cui successo non si misura sui mesi o sugli anni, ma sui decenni: "Azzurro" (che nella sua versione personale si arricchisce di tonalità assolutamente ignote a chi si è accontentato di quella realizzata per il grande mercato), "Genova per noi", "Onda su onda", "Messico e nuvole", sono brani che resistono senza apparente fatica al trascorrere inesorabile del tempo.
Mentre, tutt'intorno, le mode viaggiano lasciando dietro di sé cumuli di resti inerti e non recuperabili. Nato ad Asti nel 1937, Paolo Conte, insieme al fratello Giorgio, inizia già da giovanissimo a suonare il vibrafono in formazioni jazz con un certo successo, e presto si cimenta con la forma-canzone riuscendo a scrivere pezzi che lo lanciano come una stella di prima grandezza nel mondo della melodia italiana.
Come autore, certo, almeno finché il nostro non si decide a incidere in prima persona. Il gran passo ha luogo nel 1974, quando esce "Paolo Conte", il primo LP, seguito l'anno successivo da un secondo lavoro di respiro. Il successo tra il grande pubblico lo attende nel 1979 con "Un gelato al limon" (che contiene, come peraltro tutte le sue produzioni, lampi di vera poesia, stralunata e sardonica: "Blue Tango/tra le ombre verdi di un bovindo/gustando un'acqua al tamarindo/l'uomo che ha niente da inventare/prova a sognare/prova a sognare/e prova gli attimi e le stelle/e le fontane e le piastrelle/e i bagni turchi e ogni altra stanza/ma tutto ormai sventola e danza"), e di qui in avanti la strada percorsa dall'artista diventa via via più costellata di notorietà, in Italia e all'estero.
Soprattutto in Francia, dove riscuote un'attenzione davvero inusitata da parte di un pubblico un po' esterofobo e fortemente legato ai propri chansonnier. I brani di successo si moltiplicano, dalla conosciutissima "Via con me", cantata dal grande Roberto Benigni e presentata al Festival di Sanremo ("Via, via/vieni via con me/niente più ti lega a questi luoghi/neanche questi fiori azzurri/...It's wonderful, it's wonderful, it's wonderful/good luck my babe/ ...I dream of you") all'altrettanto nota "Bartali" ("Quanta strada nei miei sandali/quanta ne avrà fatta Bartali/Quel naso triste come una salita/Quegli occhi allegri da italiano in gita...).
Il 1987 è un anno da ricordare, oltre che per l'uscita di "Aguaplano", un memorabile doppio album, per l'inizio di una serie di tournèe che lo portano in tutta Europa (oltre che nell'amata Francia, che lo ospita regolarmente al mitico teatro Olympia di parigi), in Canada, e addirittura al Blue Note di New York, luogo di culto per tutti gli appassionati di jazz. Se il 1990 ci regala l'intimistico "Parole d'amore scritte a macchina", il '92, per non esser da meno ci offre il bellissimo "Novecento", mentre poco per volta la schiera dei musicisti d'eccezione che collaborano ai suoi album si dà il cambio, e i collaudatissimi Jimmy Villotti, Ares Tavolazzi, Ellade Bandini, Andrea Allione, passano il testimone a elementi di valore tra i quali Jino Touche, Daniele Di Gregorio e Massimo Pitzianti.
Dopo altre produzioni in studio e dal vivo, appare alla fine del 2000 "Razmataz" per la gioia di tutti coloro che amano viaggiare attraverso le atmosfere avanguardistiche degli anni venti. Con una novità: i brani, prevalentemente in lingua inglese e francese, costituiscono la colonna sonora di un film grafico. Soggetto, testi, e immagini (oltre 1800, disegnate nel corso di più di trent'anni) provengono direttamente dalle mani di Paolo Conte, il tutto all'interno di un progetto multimediale legato ad un musical che porta il medesimo nome....
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