Ribattezzato per l’occasione Above the Tree & The E-Side, il progetto accentua il lato mantrico caratteristico del suono di Above the Tree, rafforzandolo grazie al beat primitivo di Sideri. L’unione dei due musicisti conduce il disco verso atmosfere desertiche in cui il vento del Sahara sembra fare da sfondo alle timbriche contaminate dal blues del delta e in cui i ritmi sono sviluppati ad hoc per animare le voci ancestrali degli indiani d’America. Quest’onda sinuosa e maestosa volteggia su un linguaggio di confine che conduce chi ascolta verso un nuovo mondo selvaggio.
Above The Tree nasce nel 2007 come progetto solista di Marco Bernacchia, artista sonoro e visivo marchigiano attivo in precedenza con Gallina e M.A.Z.C.A, i cui quattro album hanno ottenuto ottimi riscontri di critica e pubblico. La musica di Above the Tree si caratterizza da sempre per la capacità di unire folk ed avanguardia, con costanti richiami all’Africa tribale e al blues delle origini, adagiando il tutto su un tappeto fatto di delicato rumore.
Il suo live, di forte impatto visivo, è caratterizzato da un approccio teatrale che pone il corpo sullo stesso livello della musica e in cui è costante l’utilizzo di una maschera da gallo. Dal 2007 ad oggi innumerevoli sono stati i palchi che lo hanno ospitato, dall’Italia alla Francia, dalla Germania alla Spagna, e ancora Portogallo, Repubblica Ceca, Slovenia, Slovacchia, Svizzera, Svezia ed Ucraina. Un tour senza sosta alcuna durato 4 anni. A gennaio 2012, in seguito all’incontro con Matteo Sideri (elettronica/percussioni) + uscito il suo primo disco in duo; per l’occasione quindi il nome del progetto verrà trasformato in Above the Tree & E-side.
Il disco si intitola “Wild” ed è stato prodotto dall’etichetta bolognese Locomotiv Records. In “Wild” il lato mantrico caratteristico del suono di Above The Tree/Marco Bernacchia è esaltato e rafforzato dal beat primitivo di Matteo Sideri. L’unione dei due musicisti conduce il disco verso atmosfere desertiche in cui il vento del Sahara sembra fare da sfondo alle timbriche contaminate dal blues del delta e in cui i ritmi sono sviluppati ad hoc per animare le voci ancestrali degli indiani d’America. Quest’onda sinuosa e maestosa volteggia su un linguaggio di confine che conduce chi ascolta verso un nuovo mondo selvaggio.
Soltanto gli utenti registrati possono scrivere commenti.
Per lasciare il tuo commento,
autenticati inserendo nickname e password.
Se non sei un utente registrato,
iscriviti gratuitamente su In-Giro.net.