Qual è lo stato attuale del jazz? Nel completare questo incredibile cartellone, ci siamo involontariamente trovati tra le mani la più confortante delle risposte: il jazz sta benissimo.
E sta benissimo un po’ dappertutto: dal suo cuore puro, la febbrile e pulsante “Downtown New York”, fino all’Italia (Mantova gioiosamente inclusa), con la sua splendida primavera che non accenna a finire. Sta benissimo perché non ha perso il vizio di contaminarsi e contaminare, di danzare con i linguaggi e con i sentimenti; e perché, dopo aver conquistato i teatri, sta riconquistando i suoi spazi di elezione: i club, i bar, i caffè, i ristoranti.
E non come collocazioni secondarie, ma come il luogo dell’anima, vibrante e confortevole, dove il jazz è diventato grande mettendo alla prova se stesso. E dove si sta oggi pienamente ritrovando...
Roy Paci & Voodoo Soundclub:
Un evento esplosivo all’ArciTom: miscela di jazz, funky, afrobeat e psichedelia, o più sinteticamente “Voodoo Jazz”, capace di riportare il jazz vicino a tutte le forme della black music che hanno fatto ballare intere generazioni: il funk, il beat, il rock fino ad arrivare all’originale matrice africana.
Il repertorio è interamente dedicato all’energia e al ballo ma riesce a gratificare anche le orecchie degli ascoltatori più raffinati ed attenti: l’ipnotica ripetitività delle progressioni ritmiche e le torrenziali improvvisazioni del saxofono del leader e dalla tromba di Roy Paci, intrise di preziosa intensità espressiva, esplodono in una dimensione più rituale ed ancestrale, che coinvolge intensamente il pubblico sul piano intellettuale, fisico ed emotivo...
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