All’età di undici anni, Marcus Strickland aveva già le idee chiare: imparare il sax alto e poi il tenore a forza di imitare gli assolo di Charlie Parker. Detto fatto e con il suo gemello identico, E.J., non avevano altro da fare che sferrare un attacco al mondo assonnato del jazz tradizionale.
In realtà, Marcus ed E.J., un’educazione musicale a 360 gradi l’avevano già ampiamente assimilata. E da Jimi Hendrix a Stevie Wonder, John Coltrane e Dewey Redman, l’attitudine verso il melting pot era tutta lì da dispiegarsi.
Sarebbe bastato qualche anno e a i Twi-Life (la band formata da Marcus, insieme al fratello, a Mike Moreno alla chitarra e Carlos Henderson al basso) si impongono all’attenzione dei cultori del neo bop, etichetta sotto chi si può nascondere di tutto. E infatti, Marcus non si tira affatto indietro quando gli chiedono di che pasta è fatta la sua musica.
A tal punto da essere nominato, per il suo coraggio, ma anche per la sua indiscussa bravura, come miglior nuovo artista e talento emergente dal reader’s poll del Jazz Time Magazine nel 2006 e nel 2010.
Triumph of the Heavy è il suo ultimo disco (2011), una stimolante riflessione sullo stato dell'arte del jazz contemporaneo. Oltre ad una invidiabile dose di intensità e coinvolgimento, Strickland si cimenta con personalità da vendere al sax tenore, alto, soprano e clarinetto.
Il live rivela un'intesa profonda con i compagni di viaggio per produrre policromi percorsi in trio e quartetto con fantasia esecutiva e cura del dettaglio: esposizioni solistiche penetranti, sviluppi imprevedibili, evoluzioni ritmiche davvero ragguardevoli.
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