Sizzla (alias Miguel Collins) è l’anima più inquieta e creativa nel panorama reggae degli ultimi anni. Rivoluzionario nei testi e nella musica è sicuramente un talento naturale. D’altronde la sua enorme prolificità testimonia il fuoco che brucia nel cuore di questo ragazzo e la impellente necessità di esternare i propri giudizi e le proprie opinioni. Esponente di spicco della generazione dei bobo-dread, i suoi testi sono duri e senza mezzi termini. Più volte le sue canzoni sono state bandite dalle radio giamaicane e sono molti i musicisti che non condividono la sua filosofia e il suo modo di fare. Nato nella povera e fatiscente August Town, le sue giornate si consumano nell’amara consapevolezza dei torti e della sopraffazione subita dalla propria gente. Lascia la scuola per iscriversi ad un corso per diventare meccanico così come suo padre. Ma, come per tutti i giamaicani, la sua vera passione è la musica e appena può prova a comporre i suoi primi pezzi. Nella vita di ognuno alcuni incontri possono risultare fondamentali per cambiare il corso del tuo destino.
E per Sizzla la svolta si materializza nel volto e nella presenza di Honer Harris bravo a cogliere le grandi potenzialità di Miguel. Il passo successivo è la conoscenza di Fatis Burrell pigmalione della Xeterminator e vero e proprio scopritore di talenti. Sizzla capisce immediatamente quanto la musica sia un importante veicolo per trasmettere i propri messaggi ed esprimere le proprie idee. Dopo alcuni singoli, nel 1995 esce il suo primo disco “Burning Up” e in Giamaica è subito grande successo. La sapienza musicale di Fatis e l’enorme bravura di Sizzla creano una miscela calda ed esplosiva. Nelle sue parole tutto l’odio e il risentimento verso chi ha reso il proprio popolo schiavo e succube di Babylon. Immensa la sua fede per Jah Rastafari ancora di salvezza e guida sapiente delle proprie azioni. Povertà, disperazione, brutalità della polizia, oppressione politica sono tutti temi che trovano spazio nelle sue tunes.
Il 1997 è l’anno della definitiva consacrazione. Escono “Praise Ye Jah” e “Black Woman & Child” entrambi lavori di grande spessore artistico. Il suo grido di rivolta attraversa gli oceani e sbarca in Europa raggiungendo il primo posto nelle classifiche inglesi. I suoi atteggiamenti diventano sempre più duri e intolleranti e le sue esibizioni live si trasformano in veri e propri sermoni di condanna senza appello contro i “bianchi” stolti e ciechi. L’attività artistica di Sizzla non conosce pausa ed è tanto il materiale che esce in questi anni. Basti pensare che, nel 1999, ben sei sono dischi che portano la sua firma tra i quali la sua ultima creatura “Be I Strong”. Quello che sorprende è l’alta qualità di tutte le sue produzioni a testimonianza di come Sizzla possa ritenersi uno dei più grandi talenti che la musica giamaicana abbia visto nascere negli ultimi anni....
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